PISA - Prima trasferta in terra di Puglia
Pisa. La prima trasferta della stagione porta il Pisa nella lontana terra di Puglia dove dopo venti anni ritrova il Barletta, appena ripescato in Prima Divisione dopo anni di sofferenza nei campionati minori. Nella sfida del 13 maggio del 1990 ad andare in rete per i nerazzurri fu proprio l'attuale mister Stefano Cuoghi che rispose al momentaneo vantaggio biancorosso di Lancini. Il Pisa era già promosso in serie A mentre il Barletta si apprestava a festeggiare la sua terza salvezza consecutiva.
Venendo all'attualità, la formazione di Arcangelo Sciannimanico non ha iniziato nel migliore dei modi il campionato uscendo sconfitta dal campo di Lucca con un secco 2-0. I biancorossi sono riusciti a mettere in difficoltà la Lucchese solamente quando questa è rimasta in dieci uomini per la giusta espulsione di Lollini. malgrado l'inferiorità numerica i rossoneri colpivano in contropiede con Piccini che bissava il gol in apertura di Marotta.
Alla formazione pugliese sembra mancare di esperienza visto che ha giocatori completamente neofiti per la categoria. Si dice un gran bene del giovane difensore Lorusso arrivati in prestito dal Bari assieme al centrocampista Bellomo. Linea giovane anche in attacco con Caccavallo sbarcato una settimana fa dalla vicina Lecce, anch'egli in prestito. A centrocampo per ora trova poco spazio Simone Guerri preso come svincolato dopo il fallimento del Figline. Un altro giocatore arrivato da una società fallita è il portiere Tesoniero che in questi ultimi anni si è ben disimpegnato a Potenza.
Sciannimanico punta su un collaudato 4-3-3 che lo scorso anno gli ha consentito di centrare i play-off poi persi in semifinale contro il Catanzaro. Ha detta degli addetti ai lavori l'ex centrocampista che proprio a Barletta ha vissuto due stagioni d'oro ha compiuto un'autentico miracolo visto che la squadra partiva per ottenere una tranquilla salvezza come nella stagione precedente.
Il bomber della squadra è il confermato Saveriano Infantino, 10 gol la scorsa stagione. Un altro giovane interessante è Alessio Lanotte, difensore classe 92' cresciuto in casa.
Il mercato non è finito e per provare a centrare la Salvezza non è escluso che il presidente Sfrecola faccia uno sforzo ulteriore per completare la rosa.
Nel Mercoledì di coppa il Barletta ha riposato, ma in questa competizione ha ben figurato essendo a punteggio pieno con sei punti in due gare. Il prossimo impegno nel trofeo nazionale è per il primo settembre a Fondi, contro la matricola temibile di seconda divisione che guida la classifica del girone con 7 punti proprio davanti al Barletta.
Tifosi: L'osservatorio delle manifestazioni sportive ha deciso che Barletta - Pisa è sfida ad alto rischio( ? ) e quindi i tifosi di entrambe le squadre potranno seguire la gara solamente in possesso della tessera del tifoso o se sono residenti nella regione Puglia. Non si capisce francamente su quali basi viene presa questa decisione visto che non ci sono stati in passato scontri tra le tifoserie e , come detto in apertura le squadre non si affrontano ormai da diverso tempo.
L'ex stadio comunale, oggi stadio Cosimo Puttilli, ha una capienza ridotta a circa 4.000 unità, per i noti motivi di ordine pubblico, ma negli anni d'oro della serie B riusciva a contenere anche 17.000 spettatori.
In quegli anni diventò famoso , per la sua voglia di sdrammatizzare il calcio, un simpatico gruppo ultras della curva biancorossa, il celebre "gruppo erotico" che accompagnava Magnocavallo, Beccalossi e tutti gli altri in giro per l'Italia.
B come Barletta: La società sportiva Barletta nasce nel 1922 e fino agli anni 80' è una meteora che viaggia nell' orbita delle serie minori con qualche brillante apparizione in serie C.
La svolta avviene negli anni 80' con la promozione in C1 del 1981 -82', poi con l'arrivo del presidente Di Cosola che prepara l'assalto alla serie B. Nel 1985-86' il Barletta guidato da Tobia sfiora la promozione ottenendo un ottimo terzo posto. La stagione successiva le ambizioni sono ancora più grandi ma dopo poche giornate il nuovo allenatore Fogli viene esonerato per i risultati deludenti. Il suo posto viene preso da un grande del calcio come Pippo Marchioro che riporta la squadra a lottare per la promozione.
Grazie soprattutto alle 14 reti di bomber Nicola D'Ottavio e alle geometrie dell'attuale allenatore Sciannimanico( un centrocampista col vizio del gol, 13 in due stagioni) il Barletta arriva secondo ed ottiene la storica promozione in serie B.
Prima di cominciare la grande avventura tra i cadetti il Barletta sfiora subito un grande risultato in coppa Italia contro il Milan di Sacchi avviato poi a conquistare l'Italia , l'Europa e il mondo. Sul neutro di Bari i ragazzi di Rumignani creano un muro invalicabile in difesa, perforato solo da una prodezza di Donadoni. A un minuto dal termine un colpo di testa del livornese Bonaldi beffa Galli e regala ai biancorossi un clamoroso pareggio. Dal dischetto si impone il Milan.
Nei quattro anni in serie B passano da Barletta giocatori del calibro di Beccalossi, Vincenzi, Chierico a fine carriera ma soprattutto si crea un gruppo capace di soffrire ed ottenere tre volte la salvezza all'ultima giornata.
L'Impresa del 90'. Nella stagione 1989-90' il Barletta parte male e dopo dieci giornate viene esonerato Gesualdo Albanese per far posto a Mario Corso. Il Mancino della grande Inter di Herrera scende nel profondo sud per tentare di centrare una salvezza che sembra impossibile. La giornata che nessun tifoso del Barletta potrà dimenticare è il 25 febbraio del 90' quando al Comunale scende il Torino, capolista assieme al Pisa. L'attesa è tanta anche perchè mai il Barletta in campionato aveva affrontato una squadra così blasonata. Un colpo di testa di Lancini al 15' fa esplodere il piccolo stadio pugliese. La formazione di Corso resiste poi agli sterili assalti granata portando a casa un risultato di prestigio e vitale per la corsa salvezza. La settimana seguente il Barletta pareggia a Reggio Calabria contro un'altra squadra di alta classifica e poi batte il Parma, a fine stagione promosso in serie A, grazie ad una prodezza di Vincenzi su punizione da venticinque metri.
Quel giorno anche le telecamere di un noto programma di Rai Tre condotto da Chiambretti accendono i riflettori su questa piccola realtà del nostro calcio, con il noto presentatore preso d'assalto da un entusiasmo genuino e popolare della gente di Barletta.
All'ultima giornata il Barletta festeggia la salvezza con uno 0-0 a Catanzaro con i gemellati calabresi già condannati alla serie C1.
Fallimento e rinascita:La stagione seguente il Barletta retrocede e dopo quattro stagioni in C1 finisce la piccola favola pugliese con il fallimento nell'estate del 95'. Da quel momento si tenta di ricostruire ma un nuovo fallimento porta la squadra in promozione dove evita la retrocessione in prima categoria. Nel 2004 inizia la scalata che in due stagioni riporta il Barletta in serie D. Dopo un anno di assestamento i biancorossi tornano tra i pro nel 2008 e il resto è storia di oggi.
Precedenti Barletta - Pisa: Due soli i precedenti in Puglia per il Pisa, e in entrambi i casi la sfida è finita in parità. Nel 1978-79' in serie C1 uno 0-0 per i ragazzi di Seghedoni, il quale non terminerà la stagione che si concluse con la promozione in B del Pisa di Romeo Anconetani e la retrocessione in C2 del Barletta. Dell'altro pareggio abbiamo già parlato ampiamente; da notare che anche nelle gare giocate all'Arena il risultato è terminato sempre in parità. Nel 1978-79' Barbana al 79' su rigore pareggiò la rete iniziale di Rondon e nel dicembre del 1989 un catenaccio incredibile davanti alla porta di Mariano Coccia permise al Barletta di imporre lo stop alla Capolista.
Un altra curiosità sta nel fatto che nei soli due campionati in cui il Pisa ha affrontato il Barletta a fine stagione è sempre stato promosso.
La foto in testa all'articolo è una coreografia della curva barlettana in occasione della gara di coppa Italia 1989-90' vinta dal Barletta per 1-0 contro il Verona di Bagnoli. Di Cosimo Francioso la rete che valse il passaggio al secondo turno.







