Intervista a Sandro Solinas, autore di Stadi d'Italia
Martedì 21 Ottobre 2008 verrà presentato presso il bar Salvini a Pisa il libro “Stadi d’Italia” ,edito da Bonanno editore e prima opera del dott. Sandro Solinas.
In esclusiva per Offside Pisa un Solinas a tutto campo ha raccontato il suo progetto editoriale, non sottraendosi a domande specifiche riguardanti il calcio pisano e la situazione negli stadi:
Salve Sandro, vuole presentarsi ai lettori di Offside?
Volentieri, leggo sempre con piacere i vostri articoli, un vero punto di riferimento per chi segue il calcio locale, soprattutto i cosiddetti campionati "minori". Come pisano in perenne esilio, poi, è sempre un piacere avere interlocutori della nostra città. Tra tanti concittadini DOC io sono decisamente un pisano po' annacquato, avendo vissuto sotto la Torre soltanto i miei primi otto mesi di vita. Allora stavo in Via dell'Aeroporto, mio babbo era pilota nella gloriosa 46a Aerobrigata. Posso però vantare un bisnonno di nome Ranieri, titolare dell'antica Trattoria Fiaschetteria l'Abetone sul Borghetto. Conservo ancora la locandina originale ingiallita che recita "Pranzo a prezzo fisso Lire 4. Locali decentissimi, salottini a parte pei sigg. avventori. Prezzi modicissimi". Seguo la squadra del Pisa come posso, soprattutto in trasferta quando capita dalle mie parti. Ogni anno riesco comunque a materializzarmi all'Arena per un paio di gare almeno. Scrivo regolarmente su parecchie testate sportive in rete, ma non sono né uno scrittore, né un giornalista di professione.
Ci parli del suo progetto editoriale: come è nata questa idea di scrivere un libro sugli "Stadi d'Italia?"
Stadi d'Italia nasce da una semplice passione per la storia delle nostre strutture sportive dedicate al calcio. Un tema incredibilmente trascurato in un Paese come l'Italia dove il calcio è un vero oggetto di culto. Per me si è trattato di un piacevole ma assai impegnativo viaggio attraverso i documenti, i racconti e gli aneddoti legati ai nostri stadi. Alcuni belli, alcuni brutti, alcuni grandi e famosi , alcuni piccoli e sconosciuti. Ma tutti indistintamente testimoni di gioie e dolori per intere generazioni di italiani.
Chi l'ha aiutata in questo progetto?
Moltissime persone, mettendole tutte insieme riusciremmo probabilmente a riempire una curva. Oltre ai collezionisti che hanno cortesemente messo a disposizione le loro suggestive e spesso rare immagini d'epoca, il mio ringraziamento va principalmente ai tantissimi personaggi che, contribuendo nelle ricerche e nelle appassionanti discussioni, hanno di fatto reso possibile questa pubblicazione, che ha richiesto non meno di sei lunghi anni di lavoro, seppur non a tempo pieno.
Qual'è lo stadio in cui Solinas ha lasciato "il cuore"?
Il cuore, ma soprattutto il sudore e tanti lividi, li ho lasciati al campetto dell'oratorio salesiano sulle colline romane dove ho studiato da bambino. Parlando di spalti, invece, impossibile non ricordare le gare estive all'Arena nell'era Anconetani. Allora non c'era ancora internet e si guardava incantati il rettangolo di gioco per scoprire in soli novanta minuti i volti nuovi della squadra, il valore gli avversari, le nuove divise. Altro che trofeo Moretti.
Ultimamente sono stati numerosi gli episodi di delinquenza negli stadi. Che idea si è fatto? Si sentirebbe di esprimere un parere in merito alla questione?
Tra le pagine del libro volutamente non ho inteso affrontare il complesso discorso del tifo organizzato che popola, spesso in maniera colorata e spettacolare, curve e gradinate degli stadi italiani, né in ogni caso avrei potuto farlo non avendo un’adeguata conoscenza del fenomeno. Ma per dirla tutta, sfidando probabilmente l'impopolarità, ammetto di non avere mai nutrito grande simpatia per certi atteggiamenti aggressivi e immotivati così frequenti nel panorama dei gruppi ultrà italiani. Intendiamoci, la cultura buonista non mi appartiene, trovo vergognosa certa disinformazione portata avanti dai media (gli episodi di Sofia sono solo l'ultimo caso) così come sconcertanti ed esagerate mi appaiono buona parte delle misure repressive adottate dal Ministero dell'Interno. Ritengo tuttavia che non sarebbe male fermarsi un istante e chiedersi se non sia il caso di guardarsi dentro e - eventualmente - fare tutti un passo indietro. Lo penso soprattutto ogni volta che guardo il rettangolo di gioco dagli spalti tra mille reti protettive, cancellate, barriere e fossati.
Lei ha dichiarato di essere un tifoso del Pisa. Come vede la squadra di mister Ventura in questa stagione e cosa ne pensa del nuovo presidente (ndr.Pomponi)?
Ventura mi ha sorpreso con i risultati e credo che questo sia l'elogio migliore per un allenatore. C'è da credergli quando dice che ci sarà da divertirsi anche quest'anno. Il nuovo presidente, invece, mi ha colpito con il suo genuino entusiasmo verso la città, nonostante le incomprensioni e le perplessità reciproche dei primi giorni. Sembra un ragazzino al primo giorno di scuola e, per quel che mi riguarda, sono contento di vedere rafforzati i legami con la Capitale (anche se avrei preferito un Pomponi laziale, più che romanista...).
Indiscrezioni dicono che lei è un simpatizzante del Tirrenia. E' soddisfatto delle prestazioni della squadra in questo inizio di stagione?
Sono davvero felice che la squadra abbia trovato rapidamente la forza di riorganizzarsi dopo la turbolente vicissitudini societarie della scorsa estate, è segno che qualcosa di serio e concreto era stato costruito negli anni precedenti. I risultati arriveranno col tempo, ne sono sicuro. Ho seguito con disappunto le vicende del Campo Kennedy, che rievoca in me tanti ricordi della mia giovinezza. Non solo le sudatissime gare al campo nelle infernali sfide tra bagni ma anche le altrettanto tiratissime battaglie con le zanzare in pizzeria. Mi auguro comunque che la squadra torni quanto prima ad avere una sede stabile sul litorale. Il campo Abetone – per quanto storico e nobile (fu inaugurato ufficialmente il 4 Novembre 1914!) – deve essere una soluzione soltanto temporanea.
Che progetti ha per il futuro?
Sul tema stadi c’è ancora tanto da scrivere ma al momento sto lavorando su un breve racconto ambientato proprio sul litorale pisano, destinato ad una piccola raccolta fantasy in uscita l'anno prossimo per un editore maremmano. Colgo l'occasione per esortare alla scrittura quanti tra i nostri concittadini ritengano di avere qualcosa di interessante da aggiungere sulla nostra storia, non necessariamente sportiva. Solo pensando al calcio neroazzurro, sono contento che l'amico Fabio Vasarelli ci abbia raccontato la storia dell'Arena Garibaldi e aspetto con ansia la prossima pubblicazione dedicata al Presidentissimo.
Offside Pisa invia un grande in bocca al lupo al dottor Solinas e invita tutti gli amanti del calcio a non mancare alla presentazione “pisana” del libro che, siamo sicuri, avrà grande successo.
Per maggiori informazioni visitare il forum (www.stadiditalia.forumup.com)
a cura di Jole Torre







