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Torneo di Viareggio, le pagelle della finale

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Scritto da Matteo Toncelli   
Lunedì 07 Marzo 2011

altLivorno. Ecco le pagelle di Fiorentina-Inter, finale della 63° edizione della Viareggio Cup vinta dai neroazzurri per 2 a 0 grazie alla doppietta di Dell'Agnello.

 

 

 

FIORENTINA

Seculin 6: Incolpevole sui gol subiti. Per il resto svolge l’ordinaria amministrazione con la consueta sicurezza, mostrando dimestichezza anche con i piedi.

Piccini 4,5: Dalle sue parti gravita Jirasek e per il terzino viola sono dolori. Si fa saltare in occasione del primo gol e causa il fallo da rigore che chiude la partita. Prova a riscattarsi cercando il gol della speranza ma Bardi gli dice di no.

 Camporese 6: Il migliore del pacchetto difensivo, anche se da uno che ha fatto bene in prima squadra era lecito aspettarsi qualcosa di più. Puntuale e preciso nel far girare palla, a volte soffre la tecnica di Alibec e la potenza fisica di Dell’Agnello.

Fatticcioni 5: In difficoltà contro l’attacco dell’Inter sin dal primo minuto. Si perde dell’Agnello dopo appena quaranta e secondi e si ripete due minuti più tardi, quando il bomber dell’Inter castiga Seculin. Non va meglio con Alibec, che lo “ubriaca” in piena area sfiorando il tre a zero. Buso gli risparmia la ripresa. (Dal 1’st Masi 6: Molto meglio del compagno di reparto, cerca con le buone o con le cattive di mettere la museruola agli avanti avversari, quasi sempre con successo.)

Romiti 5: Soffre tremendamente le accelerate di Faraoni, specie nel primo tempo quando il numero quattro di mister Pea fa la fiera sulla sua fascia. Meglio nella ripresa, ma le sue sovrapposizioni sono poco cercate dai compagni.

Salifu 6: Quantità tanta, qualità poca. Ci mette corsa e tanta grinta, ma palla al piede dimostra dei grossi limiti, accentuati dal fatto che dopo appena un minuto il vantaggio dell’Inter costringe la Viola a fare la partita. (Dal 13’st Seferovic 6: Prova a dare fantasia e peso offensivo alla squadra e, pur senza strafare, riesce a far intravedere qualcosa di buono. Forse meritava una maglia da titolare.

Agyei 5,5: Vedi Salifu, con l’aggravante che perde alcuni palloni in zone di campo pericolose, lasciando la difesa in balia di pericolose ripartenze avversarie.

Taddei 5: Deludente. Doveva essere uno degli uomini più in forma, ma un po’ per l’emozione e un po’ per la qualità degli avversari resta spesso ai margini della partita, limitando al minimo anche gli inserimenti offensivi, suo marchio di fabbrica.

Carraro 6,5: Predica nel deserto. E’ l’unico che prova a dare la scossa, affidandosi al suo destro fatato che in più occasioni impegna Bardi. Se cresce fisicamente può essere utile anche a Mihajlovic.

Iemmello 5: Sottotono. Perde per dispersione la sfida fra bomber con Dell’Agnello. Lento e macchinoso, è annullato da Benedetti e non sfrutta a dovere due buone occasioni che gli sono capitate nel primo tempo.

Matos 6: La mossa a sorpresa di Buso. Preferito ad Acosty, prova a impensierire Biraghi grazie alla sua buona tecnica. Mette al centro una gran palla che Iennello non capitalizza ma ha sui piedi una colossale occasione che spreca malamente calciando alle stelle. (Dal 1’st Acosty 6: Non è al meglio e si vede. Fatica a saltare l’uomo anche in velocità, la sua caratteristica migliore. Ha il merito però di essere l’ultimo ad arrendersi, sfiorando il gol nel recupero in ben due occasioni).

 All. Buso 6: La squadra ha cuore e lotta, merito del temperamento che il mister ha inculcato ai suoi ragazzi. La finale raggiunta è un traguardo prestigioso, ma in questo match forse poteva inserire Masi e Seferovic  sin dal primo minuto.

 

INTER

Bardi 7: Una sicurezza. Reattivo fra i pali e tempestivo nelle uscite. Vola a metà ripresa a togliere dall’incrocio una pennellata di Carraro e nel finale è attento a smanacciare in angolo due conclusioni dalla distanza dei viola. Gran torneo di Viareggio il suo, se continua di questo passo presto avrà spalancate le porte della prima squadra.

Natalino 6: Meno intraprendente del solito. Nella sua zona si colloca Carraro, il più pericoloso dei suoi, e il terzino neroazzurro si prodiga nel contenimento, limitando però le sue consuete sortite offensive.

 Benedetti 7: Piccoli The Wall crescono. Insuperabile in marcatura e imbattibile nel gioco aereo. Azzera la pericolosità di Iennello con interventi puliti e puntuali. Centrale fisico e disciplinato tatticamente, assolutamente da seguire.

 Kysela 6,5: Forma con Benedetti una coppia di difensori centrali stile Lucio-Samuel, ovvero un fortino inespugnabile. Meno fisico del compagno, dimostra di avere un buon piede, facendo da regista difensivo abile a far ripartire l’azione senza sprecare mai una palla.

Biraghi 6: Mateos prima e Acosty poi sono due brutti clienti. Biraghi li limita affidandosi a un ottimo senso della posizione e a una condizione fisica invidiabile nonostante gli impegni ravvicinati. Spinge meno del solito però, e talvolta difetta di precisione anche negli appoggi semplici.

Faraoni 6,5: Schierato esterno di centrocampo, non fa rimpiangere l’assenza di Lussardi e macina la fascia destra come un trattore cingolato. Compie due grandi discese, una per tempo: nella prima il suo tiro cross non è sfruttato a dovere dai compagni mentre nella ripresa dopo una progressione devastante centra in pieno la traversa con un destro dal limite.

Crisetig 6: Diga davanti alla difesa, è poco appariscente ma molto utile. Pressa costantemente gli avversari, e impone la sua fisicità ai centrocampisti della Fiorentina.

Romanò 6,5: Cuce, tampona e riparte. Un centrocampista completo che, dopo un primo tempo su ritmi stratosferici, cala vistosamente nella ripresa, indicendo mister Pea a sostituirlo. Gran torneo di Viareggio comunque il suo, all’insegna di una grande costanza di rendimento. (dal 20’ st Carlsen 6: rileva Romanò e si piazza in mezzo al campo, contribuendo al mantenimento del risultato finale.)

Jirasek 7: Attila. Dove passa lui non cresce più l’erba. Fa passare un brutto pomeriggio a Piccini, propiziando la rete del vantaggio e conquistando il rigore che chiude i conti. Nel mezzo tanta qualità e quantità, sembra avere otto polmoni. Un bel diamante su cui lavorarci sopra.

Dell’Agnello 8: Man of the match. Due reti, una per tempo e titolo di capocannoniere. Si aggiudica anche il premio come miglior giocatore del torneo, siglando una doppietta nello stadio della sua città. Il prossimo anno andrà a farsi le ossa altrove, ma se non si monta la testa molto presto lo vedremo da protagonista nel calcio che conta. Piccolo Principe. (Dal 34’st Bessa S.V.)

Alibec 7: Il capitano, già forgiato da diverse apparizioni in prima squadra, ha un altro passo rispetto agli altri contendenti. Peccato che si accenda a intermittenza, ma quando decide di illuminare il gioco i bagliori sono accecanti. Assist per il primo gol, numero su Fattioccioni e palo pieno pochi minuti più tardi. Una serie di numeri che mettono in imbarazzo la difesa viola. Punto di riferimento irrinunciabile nello scacchiere di Pea.

All. Pea 8: Non sbaglia una mossa. Gestisce bene il minutaggio di Alibec e Dell’Agnello nella fase eliminatoria per averli freschi e decisivi nel rush finale. E’ aiutato da una squadra forte in ogni reparto, ma le individualità non portano successi se non al servizio dei compagni. Questo messaggio Pea lo ha fatto recepire forte e chiaro ai giovani neroazzurri, confermandosi uno degli allenatori più vincenti del panorama giovanile.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 07 Marzo 2011 )
 

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