Juventus-Atalanta: 2-0, Torneo di Viareggio, Semifinale
JUVENTUS-ATALANTA: 2-0
JUVENTUS: Pinsoglio, Bamba (80’ Romano), Crivello, Giandonato, Alcibiade, De Paola, Esposito, Perrotta (65’Boniperti), Immobile, Yago (69’ Fishnaller), Belcastro. A disp.: Piccolo, Ferrero, Serino, Libertazzi, Giovinco, Terrazzino. All.: Bruni.
ATALANTA: Rossi, Canzian, Coulibaly, Colombo, Gavezzani, Kone, Gabbiadini (69’ Pandiani), Crncic (76’ Franciosi), Monacizzo, De Leidi, Meduri (57’Minotti). A disp.: Facheris, Perico, Rota, Baselli, Gatto, Toivomaki. All.: Bonacina.
ARBITRO: Ostinelli di Como, coad.da Crispi di Genova e Pasquali di Milano.
RETI: 39’ Yago, 58’ Immobile rig.
Davanti ad una folta cornice di pubblico, allo stadio dei Pini di Viareggio, la Juventus difende fino all’ultimo il successo dello scorso anno, staccando il biglietto anche per la finale di questa sessantaduesima edizione del Torneo di Carnevale.
I numeri parlano chiaro a favore della squadra bianconera, che si presenterà all’atto finale della competizione da superfavorita, forte di un filotto di sette vittorie, con diciassette reti segnate e una sola subita.
Per l’Atalanta, avversario di turno in semifinale, non c’è stato nulla da fare contro Immobile e compagni, anche se ai ragazzi di Walter Bonacina, giustamente soddisfatto a fine gara nonostante la sconfitta, va certamente riconosciuto l’onore delle armi.
E, in verità, i nerazzurri avrebbero potuto sperare in qualche chance in più, se solo non avessero sbagliato tanto sotto porta e non avessero allentato con tanta leggerezza la propria linea difensiva, nei due episodi che sono, poi, costati l’incontro. Nella prima mezz’ora è, infatti, proprio l’Atalanta a muoversi con più disinvoltura, creando i pericoli maggiori e costringendo l’estremo difensore bianconero, Pinsoglio, ad almeno un paio di interventi decisivi.
Ma la giornata no di Gabbiadini, tanto bravo a liberarsi dalla marcatura quanto spuntato al momento di concludere, ha fatto in passare in secondo piano le difficoltà iniziali della Juve. L’attaccante nerazzurro ha letteralamente dilapidato tre ghiottissime occasioni, tra il 24’ e la mezz’ora, sparando addosso a Pinsoglio o alzando troppo la mira.
In precedenza, l’unico lampo juventino era stato diYago, capace di divorarsi un gol già fatto, a due passi dalla linea di porta, su traversone dell’ottimo Esposito, ben imbeccato da una sponda del solito Immobile.
Al 39’, però, l’errore marchiano diventa un lontano ricordo grazie a un perfetto inserimento sul lancio in profondità di Giandomenico, che coglie impreparata tutta la difesa atalantina, messa fuori causa dal mancato impatto col pallone di De Leidi che, in pratica, lascia il proprio portiere, Rossi, in balia del gioiellino iberico, che prima lo mette a sedere e poi deposita la rete del vantaggio. Gol splendido, propiziato però da una grave defezione avversaria. L’Atalanta potrebbe, tuttavia, raddrizzare l’incontro già prima del riposo.
Al 43’, infatti, Coulibaly, uno dei migliori dei suoi, regala ancora una cartuccia a Gabbiadini, le cui polveri però risultano ancora bagnate e il pallone sorvola di poco la traversa. Gara comunque ancora aperta e seconda frazione di gioco che poteva, forse, essere più interessante se solo uno scellerato retropassaggio di Crnicic, al 58’, non si fosse trasformato in un preciso suggerimento per Immobile, steso in piena area da De Leidi, suo malgrado ancora protagonista negativo. Inevitabile la decisione dell’arbitro Ostinelli di decretare la massima punizione in favore della Juve, e la contemporanea espulsione per il centrale atalantino.
Dal dischetto lo stesso Ciro Immobile non perdona e mette così il suo settimo sigillo sul torneo, che gli vale anche la leadership in classifica cannonieri, ulteriormente migliorabile nell’ultima partita rimasta ancora da giocare. Il doppio svantaggio e l’inferiorità numerica tagliano, di fatto, le gambe all’Atalanta che non riesce più a rendersi pericolosa.
Passa sicuramente la squadra più forte vista nella competizione, che anche in una giornata non brillantissima ha dimostrato lo stesso tutto il suo spessore. La dirompenza di Immobile, i guizzi di Yago e Esposito, per citare i primi nomi che vengono in mente, alla lunga finiscono sempre per fare la differenza.
L’Atalanta esce comunque a testa alta, e rinvigorita per la restante parte del campionato, fino ad ora già molto positivo. Per la Juve le possibilità di bissare l’affermazione dello scorso anno sono più che una speranza. Sarebbe una seconda volta anche per il suo allenatore, il livornese Luciano Bruni, che trentadue anni fa si affacciava al professionismo da fresco vincitore proprio del Viareggio, con la maglia della Fiorentina. Ma prima c’è da affrontare lo scontro decisivo con l’Empoli, vittorioso dopo la lotteria dei rigori con la rappresentativa della seria D, autentica outsider del torneo.
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